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mercoledì 30 marzo 2011

L'Anima secondo gli Egizi





Nell' antico Egitto si credeva che l'uomo non fosse semplicemente costituito di corpo e anima, ma che quest'ultima fosse suddivisa in diversi componenti.

C'era il Ka, la forza vitale, che poteva addirittura trasferirsi da un defunto in una statua. Quello delle divinità poteva trasmigrare da una divinità all'altra.
Il Ka si trasmetteva di padre in figlio, faceva quindi parte del patrimonio genetico di un individuo.
Era rappresentato da due braccia protese in un abbraccio.

Il Ba era quella più vicina alla nostra idea di anima, rappresentata con il corpo d'uccello e la testa di uomo.
Questa usciva dal corpo dopo la morte e vi ritornava dopo la mummificazione.
Poteva moltiplicarsi a seconda della potenza del suo proprietario ed assumere forme, come fanno gli dei.
Inoltre poteva andarsene in giro tranquillamente alla luce del sole per ritornarsene dopo il giretto di nuovo nel sarcofago.

C'era poi l'Ombra (Sheut, Shuyt o Khaibit), anch'essa poteva gironzolare indipendentemente dal corpo ed oltrepassare da sola il confine del regno dei morti.
Era molto simile al Ka, ma opposta. Mentre il Ka rappresentava gli aspetti positivi dell'esistenza terrena, l'Ombra, di colore nero, rappresentava quelli negativi.
La dissoluzione della propria Ombra da parte di Ammut, durante il giudizio divino, significava finire perduti nel caos.

L' Akh era la parte dell'uomo che dopo i riti religiosi e magici, propiziatori e purificatori, poteva salire al cielo per ricongiungersi agli dei e brillare al pari di una stella.
In contrapposizione col corpo, quindi, che apparteneva alla terra, essa apparteneva al cielo.
Era raffigurata con l'Ibis Piumato, lo stesso simbolo geroglifico che rappresenta la radice del vero.

il Nome (Ren) era considerato come una seconda nascita, si pensava che, quando venisse letto e pronunciato, il morto fosse presente.
Ecco perchè era ritenuto molto importante incidere il nome del morto sulle pareti delle tombe e sulle statue. Cancellarlo equivaleva ad un omicidio.

Il Cuore (Ab o Ib) era, secondo gli Egiziani, la sede delle emozioni ed era considerato, quindi, superiore al cervello.
La vita nell'aldilà senza di esso era impossibile, perciò era l'unico organo lasciato nel corpo durante l'imbalsamazione.

L'Hekau era il potere della magia, che permetteva agli uomini di dialogare e perfino influire sul mondo divino.

Il Sekhem era l'insieme di tutte le energie, che nascono dall'esistenza in unione delle parti spirituali e fisiche.
Per alcuni perisce insieme al corpo, per altri sopravvive nell'aldilà riunendosi al Ba.

Infine il Sekhu o Khat era il corpo, che durante la vita terrena contiene in se tutte le componenti, ma è destinato a perire e quest'ultime a separarsi da esso.

La prima a separarsi dopo la morte era il Ka( la forza vitale) e dopo la cerimonia funebre il Ba (l'anima).
Dopo l'imbalsamazione, la collocazione nella tomba del sarcofago insieme al cibo e a tutti gli oggetti, che sarebbero stati utili al defunto nell'aldilà ed infine la recitazione delle formule propiziatorie, contenute nel "Libro dei morti", sotto la protezione di Horo ( figlio di Osiride, rappresentato da un uomo con la testa di falco) iniziava il viaggio nell'aldilà.
Prima di arrivare nella sala del giudizio, l'anima doveva attraversare tra mille pericoli i dodici regni sotterranei.

Giunti nella sala del giudizio al cospetto di Osiride, dovevano professare la dichiarazione di innocenza, giurando di non aver commesso azioni malvage durante la vita.
Poi il dio Anubi, rappresentato in forma d'uomo con la testa di sciacallo, pesava il cuore, sede della coscienza, su una bilancia.
Sull'altro piatto c'era la piuma della dea della giustizia Maat, se il cuore pesava di più della piuma, la vita del defunto era stata malvagia ed il suo cuore veniva divorato da Ammut, mostro dalla testa di coccodrillo, parte anteriore del corpo di leone e posteriore di ippopotamo, e quindi destinato alla morte eterna.
Thot, il dio della scrittura dalla testa di ibis, infine annotava il risultato del giudizio.

Se invece la prova veniva superata il Ka ed il Ba del defunto si riunivano, formando l'Akh (lo spirito) ed era destinato a vivere una meravigliosa esistenza nel mondo di Osiride, il campo dei giunchi (Yaru).
L'Akh poteva anche ritornare, quando voleva, nel mondo dei vivi e goderne i piaceri.

Sempre affascinanti gli antichi Egizi....vero?!

A presto.....speriamo! ;-)










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