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giovedì 24 febbraio 2011

Dolci carezze all'essenza di mandorla

( Foto di Nino Ruffino )


Si....sono in vena di coccole!
Prima di tutto noi stessi dobbiamo saperci coccolare, volerci più bene, riuscire a creare per noi dei dolci momenti di relax, per stare meglio e di riflesso stare in pace con la vita e con gli altri.
E cosa c'è di meglio all'uopo, oltre alle consuete cure igieniche, di coccolare la nostra pelle, ed io direi anche la mente ed i nostri sensi tutti, con un bel massaggio.
Dopo lo straordinario olio alla rosa mosqueta, possiamo utilizzarne un altro anch'esso pieno di meraviglie: l'olio di mandorle dolci.
È indicatissimo anche per le pelli più delicate, come quella sensibile dei neonati e quella disidratata degli anziani.
Viene prodotto dalla spremitura a freddo delle mandorle dolci ed è utilizzato anche nell'alimentazione, possedendo benefiche proprietà per la vescica e l'intestino.
Di facile assorbimento, resistente agli agenti atmosferici, l’olio di mandorle è ricco di vitamine E, B, proteine, glucidi e di sali minerali e per le sue qualità è conosciuto ed utilizzato da secoli.
Ampiamente usato nella cosmetica e come veicolante degli oli essenziali in Aromaterapia, quindi può essere miscelato con altri oli ed unire insieme così più principi attivi.
È uno degli oli che contiene la più alta percentuale di acidi grassi insaturi e polinsaturi e perciò esso ha proprietà emollienti, addolcenti, lenitive e nutritive.
Efficace contro le smagliature viene usato in gravidanza sul corpo per prevenirle e sui capezzoli, invece, prima e durante l'allattamento, per prevenire le screpolature.
Può essere usato con un impacco della durata di una mezz'oretta per rendere più belli i capelli e se ne consiglia l'uso anche prima della doccia come rivitalizzante ed anticellulite.
È un efficace rimedio anche per attenuare il prurito nelle malattie esantematiche.

Quindi prendiamo questa piacevole e sana abitudine.....via libera alle coccole!!!

lunedì 14 febbraio 2011

Eternity ♦ Luca Melis

( Selina Fenech - Guardian Colour)



Come un angelo,
aprirò le grandi ali
e in un infinito abbraccio
ti porterò su nell'azzurro cielo,
tra soavi melodiche note
scoprirai le stelle,
accarezzerai la luna,
ogni sguardo sarà luce,
ogni lacrima dolce pioggia,
e il nostro sogno
vivrà in eterno.



© Luca Melis. TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI - COPYRIGHT 2010

mercoledì 9 febbraio 2011

Il vento nell'isola ♦ Pablo Neruda

(Jim Warren)



Il vento è un cavallo:
senti come corre
per il mare, per il cielo.

Vuol portarmi via: senti
come percorre il mondo
per portarmi lontano.

Nascondimi, tra le tue braccia
per questa notte sola,
mentre la pioggia rompe
contro il mare e la terra
la sua bocca innumerevole.

Senti come il vento
mi chiama galoppando
per portarmi lontano.

Con la tua fronte sulla mia fronte,
con la tua bocca sulla mia bocca,
legati i nostri corpi
all'amore che ci brucia,
lascia che il vento passi
senza che possa portarmi via.

Lascia che il vento corra
coronato di spuma,
che mi chiami e mi cerchi
galoppando nell'ombra,
mentre, sommerso
sotto i tuoi grandi occhi,
per questa notte sola
riposerò, amor mio.


martedì 8 febbraio 2011

"SULL'INSEGNAMENTO" da IL PROFETA di Gibran Khalil Gibran


E un maestro disse: Parlaci dell'Insegnamento. E lui disse: Nessuno può insegnarvi nulla se non ciò che già sonnecchia nell'albeggiare della vostra conoscenza. Il maestro che cammina all'ombra del tempio tra i discepoli non elargisce la sua sapienza, ma piuttosto la sua fede e il suo amore. E se davvero è saggio, non vi invita ad entrare nella dimora del suo sapere, ma vi guida alla soglia della vostra mente. L'astronomo può dirvi ciò che sa degli spazi, ma non può darvi la sua conoscenza. Il musico può cantarvi la melodia che è nell'aria, ma non può darvi l'orecchio che fissa il ritmo, né l'eco che rimanda il suono. E colui che è esperto nella scienza dei numeri può descrivervi il mondo del peso e della misura, ma oltre non può condurvi. Poiché la visione di un uomo non presta le proprie ali a un altro uomo. E così come ognuno è solo nella conoscenza di Dio, ugualmente deve in solitudine conoscere Dio e comprendere la terra.

"SUL DOLORE" da IL PROFETA di Gibran Khalil Gibran


E una donna disse: Parlaci del Dolore. E lui disse: Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conoscenza. Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore. E se riusciste a custodire in cuore la meraviglia per i prodigi quotidiani della vita, il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia. Accogliereste le stagioni del vostro cuore come avreste sempre accolto le stagioni che passano sui campi. E vegliereste sereni durante gli inverni del vostro dolore. Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi. E' la pozione amara con la quale il medico che è in voi guarisce il vostro male. Quindi confidate in lui e bevete il suo rimedio in serenità e in silenzio. Poiché la sua mano, benché pesante e rude, è retta dalla tenera mano dell'Invisibile. E la coppa che vi porge, nonostante bruci le vostre labbra, è stata fatta con la creta che il Vasaio ha bagnato di lacrime sacre.

domenica 6 febbraio 2011

Torta Paradiso


Questo è un dolce semplice e delizioso, che preparo fin da quando ero una ragazzina.
È adattissimo per la colazione e la merenda.
Non aggiungo altro, sarà il suo sapore ad esprimere tutto, dopo che l'avrete assaggiata; un gusto degno del suo nome.

Ingredienti

150 gr di farina bianca, 120 gr di fecola di patate, 250 gr di burro, 250 gr di zucchero semolato, 4 uova, 100 gr di zucchero a velo, la buccia grattugiata di un limone.

Procedimento

Ammorbidite il burro in una ciotola e poi lavoratelo energicamente con un cucchiaio di legno sino a renderlo soffice e ben montato.
Aggiungete la scorza grattugiata del limone ( senza il bianco, perchè è amaro) ed i tuorli d'uovo, incorporandoli uno per volta.
Aggiungete poi lo zucchero semolato e, continuando a mescolare energicamente, la fecola e la farina, fatte cadere a pioggia attraverso un setaccio fine.
Quando tutti gli ingredienti saranno ben lavorati, montate 2 albumi a neve ferma e aggiungeteli al composto, un po' per volta, lavorando con delicatezza.
Imburrate una tortiera e spolverizzatela con la farina; versate in essa il composto livellandone la superficie con una spatola.
Mettete in forno già caldo a 180°C, lasciando cuocere per 40 minuti.
Dopo averla tolta dallo stampo, lasciate raffreddare la torta su una gratella, indi spolverizzatela con lo zucchero a velo, aiutandovi con un setaccino.




Origine foto: http://dolcisognizuccherati.blogspot.com/2009/06/torta-paradiso.html