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lunedì 6 febbraio 2012

Conviene spignattare!












Avete mai sentito parlare di INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) e di Biodizionario?
Io fino a poco tempo fa non ne sapevo nulla; fino a che non ho cominciato ad interessarmi di cosmetici e make up e, gironzolando su Youtube sono venuta a conoscenza delle fatidiche parole e mi si sono aperti gli occhi su cose che ignoravo completamente.
Dal momento della scoperta cominci a vedere prodotti che consideravi ottimi come dei " serial killers", ti accorgi che prodotti che consideravi delicati, perchè destinati ai bambini, sono pieni di sostanze non tanto innocue.
L' INCI è l'elenco degli ingredienti cosmetici espresso secondo una nomenclatura standard e per legge ogni cosmetico deve averlo sulla confezione.
L'ordine delle sostanze è in base alle concentrazioni nel prodotto, si parte da quello a concentrazione maggiore fino a quello a concentrazione minore.
Il Biodizionario, invece, ideato da Fabrizio Zago, è la paziente classificazione di moltissime sostanze tra quelle più conosciute e usate nei cosmetici, che dovrebbe aiutarci a capire di che pasta è fatto il cosmetico che usiamo e se andiamo bene o conviene che lo buttiamo immediatamente.
Le sostanze vengono classificate in base a pallini verdi(sostanza ecobio), gialli(sostanza che potrebbe creare problemi, ma tutto sommato si può anche usare), rossi(sostanze da evitare).
Usa anche pallini doppi per i verde e i rossi, per rafforzare il concetto in positivo o in negativo( cioè sostanze ottime o sostanze assolutamente pessime).
E' purtroppo difficilissimo trovare prodotti completamente privi di sostanze dannose per noi e l'ambiente, ecobio, ed è per questo motivo che ci sono persone, che, partendo dalle materie prime, acquistabili anche a prezzi molto vantaggiosi su internet, riproducono creme, make up, prodotti per la detersione e così via da sè.
Costoro sono chiamati spignattatori e la loro arte è lo spignatto.
Naturalmente non ci si può improvvisare spignattatori, occorre prepararsi, altrimenti anche spignattare potrebbe diventare dannoso.
Gli spignattatori, infatti, studiano, provano, si consultano fra di loro, s'incontrano su siti, forum come l'angolo di Lola, saicosatispalmi.
Su Youtube la spignattatrice ormai diventata famosa, colei che mi ha fatto conoscere tutto ciò, è la simpaticissima Carlitadolce, che con i suoi video molto piacevoli ed interessanti, ci rende partecipi della sua conoscenza, frutto di un paziente studio e sperimentazione personale.
Farsi i cosmetici da sè e nel modo giusto, porta giovamento non solo alla nostra salute e bellezza, ma anche al nostro portafoglio, perchè se si gironzola un po' sui vari siti che vendono tutto l'occorrente per spignattare, si possono trovare prezzi molto vantaggiosi, che ci faranno avere un bel risparmio sul prodotto finito, rispetto a quello comprato al supermercato o in profumeria.

Nel video che segue Barbara Righini sul canale su Youtube di Saicosatispalmi ci mette in guardia sui pericoli ed i possibili errori, in cui possono incorrere gli spignattatori in erba.






Vi posto adesso alcuni video basilari di Carlitadolce, in cui ci illustra come preparare le creme principali ed alcune nozioni fondamentali, raccomandandoci sempre di studiare ed approfondire e non prendere tutto questo alla leggera.




































sabato 17 settembre 2011

L'oro del deserto

( Origine foto)


Da millenni le donne berbere conoscono le eccezionali virtù di questo olio quasi miracoloso, un prezioso aiuto per proteggere la loro pelle, nelle difficili condizioni della loro terra, dalle aggressioni di vento, sabbia e sole ed adesso anche la scienza ha riconosciuto le sue straordinarie proprietà.
Stiamo parlando dell'olio di Argan o di Argane, che viene estratto a freddo dai frutti della pianta di Argania Spinosa, una pianta che cresce solo nella regione del Souss, che si trova nel Marocco meridionale.
Esso è un albero che raggiunge gli 8 - 10 metri di altezza e può vivere anche 150 - 200 anni, ma è purtroppo una specie in via di estinzione e per questo e per il suo valore è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco.
Per ottenere un litro di olio ci vogliono i frutti di sei alberi, circa 100 kg, e 16 ore di lavoro.
Questi due motivi ne fanno uno degli oli più rari e preziosi che ci siano, ma ne bastano pochissime gocce per ottenere grandi risultati.
Gli elementi che lo costituiscono, lo rendono un aiuto molto efficace per il ringiovanimento cutaneo.
Esso contiene sostanze dal potere antiossidante, aiutano quindi a combattere i temuti radicali liberi, che favoriscono l'invecchiamento: sostanze come la Vitamina E, la Vitamina A, l' Acido Linoleico, l'Acido Linolenico, gli Omega 3 e gli Omega 6.
Esso viene usato sia per l'alimentazione che in cosmetica ed a seconda dell'uso si usa una tostatura diversa ed assume un colore diverso: quello più scuro è usato nell'alimentazione, quello chiaro per usi cosmetici.
È ottimo, quindi, anche ingerito, perchè gli acidi grassi essenziali di cui è costituito, aiutano a combattere i disturbi reumatici e cardiovascolari, migliorano le capacità cerebrali e proteggono i tessuti connettivi.
Può essere usato per preservare il turgore e l'elasticità della nostra pelle, esso ha, come abbiamo detto, proprietà antiossidanti, emollienti, idratanti e fortemente elasticizzanti, usato con costanza riattiva le funzioni vitali delle cellule, migliora il tono muscolare del viso, attenua la comparsa di rughe, liscia la pelle e riduce l'irritabilità cutanea.
Ottimo anche sui capelli fragili, secchi e sfibrati, se ne può fare un'impacco con poche gocce scaldate nel palmo delle mani, distribuito su ogni ciocca e lasciato in posa per un'ora, poi si procede al solito lavaggio.
Anche le unghie fragili ne traggono giovamento ed è ottimo nei massaggi come decontratturante muscolare.
È adatto a tutti i tipi di pelle e non contiene sostanze che provocano allergie, inoltre, anche se ricco di grassi, non unge e può essere usato tranquillamente prima di vestirsi.
Davvero una bella scoperta.....un ottimo rimedio per preservare la nostra giovinezza e completamente naturale!
Lunga vita all' Argania Spinosa allora!!!

venerdì 20 maggio 2011

Sogni profumati

Origine foto




Il profumo è quasi come una nostra seconda "pelle", si adatta al nostro carattere, ai nostri gusti.
Ci inebria l'olfatto e fa correre la mente verso immagini distensive e ricordi.
Non è solo un'esigenza per essere a posto, essere curati, ma anche come una cura per farci rilassare da una vita stressante.
Piacevole completamento alle dolci coccole del pre, durante e post detersione di cui ho parlato nei due post precedenti di questa etichetta, ci circondiamo così di un alone di fresche fragranze.
Bisogna applicarlo in punti strategici, zone più calde che ne esaltano gli aromi.
Dietro le orecchie, sulle tempie, sul collo, alla base della nuca, nell'incavo del gomito, tra i seni, sui polsi, vicino all'ombelico, reni, nell'incavo delle ginocchia, sulle caviglie.
Se il profumo è spray, spruzzarlo in alto e farlo ricadere su di sè.
Naturalmente non bisogna esagerare, altrimenti, invece che un piacere diventa un disturbo per l'olfatto.






L' abitudine di profumarsi non è affatto recente, già gli Egiziani usavano profumi come il Kyphi 5000 anni fa e vennero anche utilizzati da tutti i popoli del Mediterraneo, dai Greci, dai Romani, dagli Arabi.
I profumi antichi erano a base oleosa, a cui si aggiungevano aromi vegetali: mirra, aloe, nardo, incenso, benzoino, terebinto.
Durante il Medioevo si perse l'abitudine dell'uso del profumo, sia perchè la Chiesa Cattolica lo vedeva come una cosa lussuriosa, sia perchè tutte le zone dove si producevano erano in mano agli arabi.
In questo periodo grandi produttori di profumo furono i Persiani, che introdussero per la prima volta il profumo alle rose.
Nel XIV secolo i profumi ritornarono in auge anche in Europa, in particolare a Firenze, ma anche in Ungheria. Da Firenze, grazie a Caterina de Medici, che sposò Enrico II, si diffusero anche in Francia.
Questa volta però i profumi non erano a base oleosa, ma a base alcolica.
Ma i profumi in versione moderna nacquero tra la fine del Seicento, inizio Settecento, grazie alla creazione dell'Acqua di Colonia da parte di Giovanni Paolo Feminis, che ne passò poi la formula a Giovanni Antonio Farina.
In questo periodo si affermò il più grande centro di produzione profumiera, Grasse in Provenza.
Si utilizzarono per i profumi essenze più delicate, come la lavanda e la violetta.
Con il colonialismo e le esplorazioni geografiche nell'Ottocento e inizi Novecento si conobbero altre essenze, come la vaniglia e l'ylang ylang.
Un' altra era della profumeria fu iniziata da Coco Chanel nel 1921, quando produsse il suo primo profumo, primo esempio di total brand. La seguirono negli anni a venire altre case di abbigliamento.






La concentrazione di essenza profumata (oli eterici) presente in un profumo, determina la classe di appartenenza (classi di diluizione):
Estratto di profumo - concentrazione dal 15% fino ad arrivare alle più intense con 40%

Eau de parfum - concentrazione dal 10% al 20%

Eau de toilette - mediamente una concetrazione dal 6% fino al 9%

Eau de cologne - dal 3% fino al 5%

Eau de solide - bassissima concentrazione di oli eterici, addirittura solo l'1%
.






Come in una armonia musicale le essenze vengono mescolate nel profumo e si differenziano in base alla loro volatilità in Note di Testa, le prime ad essere percepite dall'olfatto o almeno in maniera predominante rispetto alle altre, le più intense, ma meno persistenti, svaniscono, lasciando il campo olfattivo alle Note di Cuore ed infine le più persistenti, quelle che chiudono l'armonia sono le Note di Fondo.
Le nuances del profumo possono essere femminili o maschili, floreali, fruttate, orientali, velate, agrumate, classiche o eleganti, seducenti o formali.






Le essenze profumate possono essere naturali e sintetiche e vengono ricavate da:
Fiori:
mughetto, rosa, giacinto notturno, viola, tuberosa, mimosa, neroli (fiori arance amare), lavanda, osmanto, geranio africano (becco di cicogna), giacinto, gelsomino, tilia(tiglio), garofano, ylang ylang;
Frutti:
limone, pesca, fragola, lampone, mora, mirtillo, cocco, prugna, mela verde, pompelmo, limetta, arancia, arancia amara, bergamotto, mandarino.
Spezie: noce moscata, coriandolo, anice, zenzero, cardamomo, papavero, pimento, rosmarino, cannella, vaniglia, chiodi di garofano, peperoncino;
Resine: laudano, galbano, benzoino (styrax), opoponaco, mirra, olibano (incenso);
Legni e cortecce: sandalo, cedro, olio balsamico peruviano, ginepro, scorza di betulla(usata per la nota cuoio), legno di rosa;
Foglie: patchouli, petit grain (foglie dell'arancio amaro), foglie di violetta, foglie di tabacco, alloro, cipresso, malabar e citronella;
Muschi: muschio di quercia e muschio d'albero;
Semi: fava tonka, coriandolo, anice, ambretta, vaniglia( estratta da baccello di vaniglia);
Erbe aromatiche: rosmarino, menta, artemisia, timo;
Radici: vetiver, iris;
Bacche: ginepro, uva moscatella,
Di origine animale: ambra grigia, castoreum, moschus, zibetto;
Note gourmand: cioccolato, mandorla, caramello, latte, miele, zucchero, zucchero filato;
Materie sintetiche: aldeide, cumarina, eliotropina, vanillina, maltolo, moschus chetone, moschus xilone, fenoli(queste ultime tre sostituiscono il moschus animale).






Alcune curiosità: le essenze agrumate sono dette note esperidee;
il giacinto notturno è una delle più costose a causa della tecnica di estrazione enfleurage; sono necessari 600 Kg di fiori di gelsomino, vale a dire 5 milioni di fiori, colti uno ad uno di primo mattino, per fare 1 Kg di assoluta di gelsomino.



Ciao....alla mia prossima curiosità! ^_^

giovedì 24 febbraio 2011

Dolci carezze all'essenza di mandorla

( Foto di Nino Ruffino )


Si....sono in vena di coccole!
Prima di tutto noi stessi dobbiamo saperci coccolare, volerci più bene, riuscire a creare per noi dei dolci momenti di relax, per stare meglio e di riflesso stare in pace con la vita e con gli altri.
E cosa c'è di meglio all'uopo, oltre alle consuete cure igieniche, di coccolare la nostra pelle, ed io direi anche la mente ed i nostri sensi tutti, con un bel massaggio.
Dopo lo straordinario olio alla rosa mosqueta, possiamo utilizzarne un altro anch'esso pieno di meraviglie: l'olio di mandorle dolci.
È indicatissimo anche per le pelli più delicate, come quella sensibile dei neonati e quella disidratata degli anziani.
Viene prodotto dalla spremitura a freddo delle mandorle dolci ed è utilizzato anche nell'alimentazione, possedendo benefiche proprietà per la vescica e l'intestino.
Di facile assorbimento, resistente agli agenti atmosferici, l’olio di mandorle è ricco di vitamine E, B, proteine, glucidi e di sali minerali e per le sue qualità è conosciuto ed utilizzato da secoli.
Ampiamente usato nella cosmetica e come veicolante degli oli essenziali in Aromaterapia, quindi può essere miscelato con altri oli ed unire insieme così più principi attivi.
È uno degli oli che contiene la più alta percentuale di acidi grassi insaturi e polinsaturi e perciò esso ha proprietà emollienti, addolcenti, lenitive e nutritive.
Efficace contro le smagliature viene usato in gravidanza sul corpo per prevenirle e sui capezzoli, invece, prima e durante l'allattamento, per prevenire le screpolature.
Può essere usato con un impacco della durata di una mezz'oretta per rendere più belli i capelli e se ne consiglia l'uso anche prima della doccia come rivitalizzante ed anticellulite.
È un efficace rimedio anche per attenuare il prurito nelle malattie esantematiche.

Quindi prendiamo questa piacevole e sana abitudine.....via libera alle coccole!!!

domenica 30 gennaio 2011

Le straordinarie virtù della Rosa Mosqueta

(Foto di Santiago Castro)



Per tutti quelli che come me amano le rose, questa sarà di sicuro una cosa immensamente gradita.
Non c'è solo il piacere di sentire sulla pelle quel delicato e piacevole profumo, ma coccolarsi con un bel massaggio con olio di Rosa Mosqueta ( o Moscheta) è una efficace e naturale cura di bellezza.
Essa è una pianta che cresce spontanea sulle Ande nell'America meridionale, soprattutto nel Cile, e da sempre le popolazioni indiane, in particolare la tribù Araucana, ne conoscono le favolose qualità.
L'olio si estrae dalla spremitura a freddo dei suoi semi, che contengono degli acidi grassi polinsaturi essenziali, che aiutano la rigenerazione dei tessuti cutanei: in maggioranza Acido Linoleico(41%) e Acido Linolenico(39%), ma anche Acido Palmitico, Acido Stearico, Acido Oleico ed in particolare l'Acido Transretinoico, un isomero della vitamina A, di cui sono provate le proprietà di ringiovanimento della pelle.
È, perciò, una validissima alleata per combattere le rughe, attenuare cicatrici, smagliature e macchie della pelle.
I suoi effetti sulla nostra cute sono idratanti, tonificanti, elasticizzanti, aiuta ad eliminare i segni dovuti a stanchezza e stress.
Oltre agli acidi grassi ha anche un alto contenuto di vitamine A, C, E, B1 e B2, anch'esse molto utili per conservare la bellezza della pelle.
Il suo pH medio è di 5.1, vicinissimo a quello della nostra pelle e quindi adatto anche alle pelli più delicate.
È una pianta selvatica (una varietà della Rosa Canina) dallo stelo spinoso e dal fiore rosato o bianco screziato.
Il suo nome scientifico è Rosa Affinis Rubiginosa e quando acquistiamo un olio, dobbiamo controllare che ci sia scritto e che sia l'unica ad essere contenuta.
Esso è molto sensibile all'aria ed agli sbalzi di temperatura, quindi è molto facile che si alteri e non mantenga intatte tutte le sue eccezionali proprietà.
Occorre, quindi, stare attenti che sia un olio di ottima qualità, originale e certificato.