Visualizzazione post con etichetta Racconti e leggende. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Racconti e leggende. Mostra tutti i post

sabato 16 aprile 2011

Leggenda metropolitana? Ma che soddisfazione!

Origine foto

Questa scena è realmente accaduta su un volo della compagnia British Airways tra Johannesburg e Londra.

Una donna bianca, di circa cinquanta anni, si siede accanto ad un nero.
Visibilmente turbata chiama la hostess.

L'hostess : "Qual è il suo problema, Signora?"

La donna bianca: "Ma dunque non vedete? Mi avete messo accanto ad un negro.
Non sopporto di stare accanto ad uno di questi esseri disgustosi. Datemi un altro posto , per favore!!".

L'hostess: "Calmatevi quasi tutti i posti di questo volo sono occupati. Vado a vedere se c'è un posto disponibile".

L'hostess si allontana e ritorna dopo qualche minuto....... « Signora, come pensavo non ci sono più posti liberi in classe economica. Ho parlato al comandante che mi ha confermato che non ci sono più posti nella classe exécutive. Tuttavia abbiamo ancora un posto in prima classe".

Prima che la Signora possa fare il minimo commento, l'hostess continua: «E' del tutto inusuale nella nostra compagnia permettere ad un passeggero di classe economica di sedersi in prima classe».
Ma, viste le circostanze, il comandante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi accanto ad una persona così ripugnante.

L'hostess si gira verso il nero e gli dice: "Dunque, Signore, se lo desiderate, prendete il vostro bagaglio a mano, poiché vi attende un posto in prima classe".

Tutti gli altri passeggeri che assistevano alla scena, si alzarono e applaudirono...

(Origine sconosciuta)

venerdì 15 aprile 2011

Non sarà una storia vera....ma tocca il cuore


Il padrone di un negozio stava esponendo sulla porta un cartello con la scritta "Si vendono cuccioli".
Questo genere di annuncio attira sempre i bambini e difatti di li a poco un ragazzino si presentò nel negozio chiedendo: "Quanto costano i cagnolini?"
Il padrone rispose: "Tra 30 e 50 €".
Il bambino mise la mano in tasca e ne estrasse alcune monete: "Ho solo 2,37 € ... Posso vederli?".
L'uomo sorrise e fece un fischio.
Dal retrobottega entrò correndo il suo cane seguito da cinque cuccioli.
Uno di questi però era rimasto molto indietro rispetto agli altri.
Il ragazzino subito indicò il cagnolino rimasto indietro che stava zoppicando: "Cosa gli è successo?".
L'uomo gli spiegò che, quando era nato, il veterinario gli aveva detto che quel cucciolo aveva un'anca difettosa e che sarebbe rimasto zoppo per sempre.
Il bambino si commosse a quelle parole ed esclamò: "Questo è il cagnolino che voglio comprare!".
E l'uomo gli rispose: "No, non dovrai comprarlo! Se lo vuoi veramente, te lo regalerò!".
Il bambino rimase attonito e guardando l'uomo diritto negli occhi gli disse: "Non voglio che lei me lo regali, vale tanto quanto gli altri cagnolini ed io le pagherò il prezzo intero.
Se è d'accordo le darò subito i miei 2,37 € e 50 centesimi ogni mese fino a quando lo avrò pagato completamente".
L'uomo rispose: "non vorrai davvero comprare questo cagnolino, ragazzo.
Non sarà mai in grado di correre, di saltare e di giocare come gli altri cagnolini!".
Allora il bambino si piegò ed estrasse dai pantaloncini la sua gamba sinistra, malformata ed imprigionata in un pesante apparecchio metallico.
Guardò di nuovo l'uomo e gli disse: "Questo non importa, anch'io non posso correre e il cagnolino avrà bisogno di qualcuno che lo capisca!".
L'uomo adesso stava mordendosi le labbra ed i suoi occhi si riempirono di lacrime...
Sorrise e disse: "Ragazzo, mi auguro e spero davvero che ciascuno di questi cuccioli trovi un padrone come te."


(Origine sconosciuta)

lunedì 11 aprile 2011

Le libellule e la fata

(Foto di Roberto Cobianchi)



Dragonflies - Libellule.....dolci creaturine, che, accompagnandosi a stagni e sottobosco, evocano racconti fatati....
.





" In un bel pomeriggio d'estate una giovane fata che voleva dissetarsi, si sporse sull'acqua del fiume, ma scivolò e cadde nell'acqua.
La corrente la trasportò rapidamente, come un fuscello di paglia.
Senza la sua bacchetta magica che era rimasta nell'erba, la fatina era perduta.
Allora le fatine dell'acqua si precipitarono ad aiutarla, con battito di mani facendo alzare un'onda che sollevò la piccola fata verso l'azzurro cielo estivo.
Mentre ricadevono,le piccole gocce d'acqua si trasformarono in libellule.
Ecco perchè fra le loro ali di velo si impigliano ancora le gocce d'acqua.
"


postato da larosadigerico





origine foto



Dalla leggenda alla realtà: una sequenza fotografica ci mostra la metamorfosi di una larva di libellula , accompagnata dalle splendide note di Yann Tiersen.





La libellula è anche uno degli emblemi del Giappone, chiamato in passato anche "Isola delle libellule".
Infatti il suo clima ed i suoi corsi d'acqua costituiscono un ambiente ideale per accoglierle.
Esse, oltre a simboleggiare la stagione estiva, erano usate nelle decorazioni delle armature dei samurai, perchè simboleggiano anche il successo, la forza, il coraggio, la felicità ed erano associate, perciò, alle arti marziali.
E queste sono le cose, che noi auguriamo a questo popolo che ha da sempre dovuto combattere con la natura ed altri catastrofici eventi a noi ben noti e lo ha sempre fatto senza perdersi d'animo, mostrandosi un popolo combattivo ed organizzato, diventando una delle Nazioni più potenti del mondo.
La natura ci ha mostrato ancora una volta come, anche le cose che su questa Terra ci sembrano più stabili, in realtà siano fragili e gli eventi possano improvvisamente sovvertirle.

mercoledì 26 gennaio 2011

Ecco perchè l'amore è cieco

Renè Magritte - Gli amanti

Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini.

Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la pazzia come sempre un po' folle propose:

"Giochiamo a nascondino!". L'interesse alzò un sopracciglio e la curiosità senza potersi contenere chiese: "A nascondino? Di che si tratta?" "È un gioco -spiegò la pazzia - in cui io mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1000000, mentre voi vi nascondete, quando avrò terminato di contare, il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco".

L'entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall'euforia. L'allegria fece tanti salti che finì per convincere il dubbio e persino l'apatia, alla quale non interessava mai niente.... però non tutti vollero partecipare.

La verità preferì non nascondersi. Perché se poi tutti alla fine la scoprono?

La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco (in fondo ciò che le dava fastidio era che non fosse stata una sua idea) e la codardia preferì non rischiare.

"UNO,DUE,TRE..." -cominciò a contare la pazzia. La prima a nascondersi fu la pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima pietra che trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l'invidia si nascose all'ombra del trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sull'albero più alto.

La generosità quasi non riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? Ideale per la bellezza.

Le fronde di un albero? Perfetto per la timidezza. Le ali di una farfalla? Il migliore per la voluttà. Una folata di vento? Magnifico per la libertà. Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole.

L'egoismo, al contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per sé.

La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non e' vero, si nascose dietro l'arcobaleno!).

La passione e il desiderio al centro dei vulcani. L'oblio....non mi ricordo...dove?

Quando la pazzia arrivò a contare 999999 l'amore non aveva ancora trovato un posto dove nascondersi poiché li trovava tutti occupati; finché scorse un cespuglio di rose e alla fine decise di nascondersi tra i suoi fiori. "un milione!" - contò la pazzia. E cominciò a cercare. La prima a comparire fu la pigrizia, solo a tre passi dietro una pietra.

Poi udì la fede, che stava discutendo con Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani.

Per caso trovò l'invidia e poté dedurre dove fosse il trionfo. L'egoismo non riuscì a trovarlo: era fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c'era un nido di vespe.

Dopo tanto camminare, la pazzia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza.

Con il dubbio le risultò ancora più facile, giacché lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da che lato nascondersi.

Alla fine trovò un po' tutti: il talento nell'erba fresca, l'angoscia in una grotta buia, la menzogna dietro l'arcobaleno e infine l'oblio che si era già dimenticato che stava giocando a nascondino.

Solo l'amore non le appariva da nessuna parte. La Pazzia cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e cominciò a muovere i rami. Quando,all'improvviso, si udì un grido di dolore: le spine avevano ferito gli occhi dell'Amore!

La Pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi; pianse,pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida.

Da allora l'Amore e' cieco e la Pazzia sempre lo accompagna....


( Racconto preso dal web )



martedì 25 gennaio 2011

The Blue Rose: A folktale from China





Long ago in China there lived an Emperor who had but one daughter. She

was beautiful and intelligent and admired for her exquisite singing. The

emperor was getting old and wanted to see his daughter wed before he

passed on. But his wonderful daughter could not just marry anyone. The

emperor had to sure that the man she married would be worthy of her.

He announced that the man who wished to marry his daughter must first find

a blue rose. Roses grew wild in China at that time and there were white,

yellow, orange, pink and red roses but no one had ever seen a blue rose. The

Emperor was sure that whoever could find such a flower would be a very

special man indeed.

It wasn’t long before a rich merchant to ask for the hand of the princess. He

had with him a blue rose but the princess refused the rich merchant and

exposed the rose as a fake – a white rose cleverly dyed a deep blue.

The next man to claim the hand of the princess was a brave warrior. He

brought with him a beautiful blue sapphire carved by his servants in the

likeness of a full-blown rose. The emperor and the princess congratulated him

but shook their heads.

Then before the emperor appeared the Lord Chief Justice with a porcelain

bowl painted for him by an expert artist. On the surface the artist had painted

a blue rose so delicate and life like that it looked at first inspection to be a real

blue rose. The emperor was impressed and the princess gasped in awe, but it

was not what they were looking for.

One evening as the princess walked in the garden she heard a wandering

minstrel singing on the other side of the palace wall.

She sat and listened to the minstrel’s beautiful voice. And as he sang a love

song her body tingled and her face flushed with pleasure for even though she

knew he could not see through the walls she fancied he was singing to her.

She was overcome with such passion and desire that she too began to sing

the love song.

The minstrel on the other side of the palace walls listened to her sweet voice.

He too was overcome with passion and desire. The next song he sang was a

proposal of marriage.

The princess sang to him, a song that told him about the blue rose.

As she sang tears fell from her eyes because she knew a mere wandering

minstrel would not know how to find such a rare and wonderful thing as a blue

rose. But the song that came back was a song that promised to present such

a rose to the Emperor the very next day.

The princess could hardly sleep that night. When the minstrel appeared in

court she recognised him instantly though she had not set eyes on him

before. His voice had told her so much about him. He was tall, as she had

known he would be and his eyes when they met hers were kind. He held in

his hand a beautiful rose, not a blue rose but a handsome white rose that had

surely been picked from the palace garden.

He held the rose out to the princess.

“The blue rose,” he said simply. The sound of his voice thrilled the princess.

The Emperor was angry.

“Blue indeed!” he said.

But the princess turned to her father and spoke in a soft voice.

“The rose is blue, father.”

There were protests from the court.

“The rose is white,” they cried.

The princess reached out and took the rose from the minstrel.

“The rose is blue,” she repeated.

The Emperor knew his daughter well and respected her wisdom.

He declared the rose to be blue. The princess and the minstrel were married

and I guess you know what colour roses they grew in their garden.



Source: Rose Stories; Jean Gordon

giovedì 6 gennaio 2011

La leggenda della Befana


I Re Magi stavano andando a Betlemme per rendere omaggio al Bambino Gesù. Giunti in prossimità di una casetta decisero di fermarsi per chiedere indicazioni sulla direzione da prendere.

Bussarono alla porta e venne ad aprire una vecchina. I Re Magi chiesero se sapeva la strada per andare a Betlemme perchè là era nato il Salvatore. La donna che non capì dove stessero andando i Re Magi, non seppe dare loro nessuna indicazione.

I Re Magi chiesero alla vecchietta di unirsi a loro, ma lei rifiutò perchè aveva molto lavoro da sbrigare.

Dopo che i tre Re se ne furono andati, la donna capì che aveva commesso un errore e decise di unirsi a loro per andare a trovare il Bambino Gesù. Ma nonostante li cercasse per ore ed ore non riuscì a trovarli e allora fermò ogni bambino per dargli un regalo nella speranza che questo fosse Gesù Bambino.

E così ogni anno, la sera dell' Epifania, per farsi perdonare, va in giro per il mondo e si ferma in ogni casa, dove c'è un bambino per lasciare un regalo, se è stato buono, o del carbone, se invece ha fatto il cattivo.