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venerdì 20 maggio 2011

Sogni profumati

Origine foto




Il profumo è quasi come una nostra seconda "pelle", si adatta al nostro carattere, ai nostri gusti.
Ci inebria l'olfatto e fa correre la mente verso immagini distensive e ricordi.
Non è solo un'esigenza per essere a posto, essere curati, ma anche come una cura per farci rilassare da una vita stressante.
Piacevole completamento alle dolci coccole del pre, durante e post detersione di cui ho parlato nei due post precedenti di questa etichetta, ci circondiamo così di un alone di fresche fragranze.
Bisogna applicarlo in punti strategici, zone più calde che ne esaltano gli aromi.
Dietro le orecchie, sulle tempie, sul collo, alla base della nuca, nell'incavo del gomito, tra i seni, sui polsi, vicino all'ombelico, reni, nell'incavo delle ginocchia, sulle caviglie.
Se il profumo è spray, spruzzarlo in alto e farlo ricadere su di sè.
Naturalmente non bisogna esagerare, altrimenti, invece che un piacere diventa un disturbo per l'olfatto.






L' abitudine di profumarsi non è affatto recente, già gli Egiziani usavano profumi come il Kyphi 5000 anni fa e vennero anche utilizzati da tutti i popoli del Mediterraneo, dai Greci, dai Romani, dagli Arabi.
I profumi antichi erano a base oleosa, a cui si aggiungevano aromi vegetali: mirra, aloe, nardo, incenso, benzoino, terebinto.
Durante il Medioevo si perse l'abitudine dell'uso del profumo, sia perchè la Chiesa Cattolica lo vedeva come una cosa lussuriosa, sia perchè tutte le zone dove si producevano erano in mano agli arabi.
In questo periodo grandi produttori di profumo furono i Persiani, che introdussero per la prima volta il profumo alle rose.
Nel XIV secolo i profumi ritornarono in auge anche in Europa, in particolare a Firenze, ma anche in Ungheria. Da Firenze, grazie a Caterina de Medici, che sposò Enrico II, si diffusero anche in Francia.
Questa volta però i profumi non erano a base oleosa, ma a base alcolica.
Ma i profumi in versione moderna nacquero tra la fine del Seicento, inizio Settecento, grazie alla creazione dell'Acqua di Colonia da parte di Giovanni Paolo Feminis, che ne passò poi la formula a Giovanni Antonio Farina.
In questo periodo si affermò il più grande centro di produzione profumiera, Grasse in Provenza.
Si utilizzarono per i profumi essenze più delicate, come la lavanda e la violetta.
Con il colonialismo e le esplorazioni geografiche nell'Ottocento e inizi Novecento si conobbero altre essenze, come la vaniglia e l'ylang ylang.
Un' altra era della profumeria fu iniziata da Coco Chanel nel 1921, quando produsse il suo primo profumo, primo esempio di total brand. La seguirono negli anni a venire altre case di abbigliamento.






La concentrazione di essenza profumata (oli eterici) presente in un profumo, determina la classe di appartenenza (classi di diluizione):
Estratto di profumo - concentrazione dal 15% fino ad arrivare alle più intense con 40%

Eau de parfum - concentrazione dal 10% al 20%

Eau de toilette - mediamente una concetrazione dal 6% fino al 9%

Eau de cologne - dal 3% fino al 5%

Eau de solide - bassissima concentrazione di oli eterici, addirittura solo l'1%
.






Come in una armonia musicale le essenze vengono mescolate nel profumo e si differenziano in base alla loro volatilità in Note di Testa, le prime ad essere percepite dall'olfatto o almeno in maniera predominante rispetto alle altre, le più intense, ma meno persistenti, svaniscono, lasciando il campo olfattivo alle Note di Cuore ed infine le più persistenti, quelle che chiudono l'armonia sono le Note di Fondo.
Le nuances del profumo possono essere femminili o maschili, floreali, fruttate, orientali, velate, agrumate, classiche o eleganti, seducenti o formali.






Le essenze profumate possono essere naturali e sintetiche e vengono ricavate da:
Fiori:
mughetto, rosa, giacinto notturno, viola, tuberosa, mimosa, neroli (fiori arance amare), lavanda, osmanto, geranio africano (becco di cicogna), giacinto, gelsomino, tilia(tiglio), garofano, ylang ylang;
Frutti:
limone, pesca, fragola, lampone, mora, mirtillo, cocco, prugna, mela verde, pompelmo, limetta, arancia, arancia amara, bergamotto, mandarino.
Spezie: noce moscata, coriandolo, anice, zenzero, cardamomo, papavero, pimento, rosmarino, cannella, vaniglia, chiodi di garofano, peperoncino;
Resine: laudano, galbano, benzoino (styrax), opoponaco, mirra, olibano (incenso);
Legni e cortecce: sandalo, cedro, olio balsamico peruviano, ginepro, scorza di betulla(usata per la nota cuoio), legno di rosa;
Foglie: patchouli, petit grain (foglie dell'arancio amaro), foglie di violetta, foglie di tabacco, alloro, cipresso, malabar e citronella;
Muschi: muschio di quercia e muschio d'albero;
Semi: fava tonka, coriandolo, anice, ambretta, vaniglia( estratta da baccello di vaniglia);
Erbe aromatiche: rosmarino, menta, artemisia, timo;
Radici: vetiver, iris;
Bacche: ginepro, uva moscatella,
Di origine animale: ambra grigia, castoreum, moschus, zibetto;
Note gourmand: cioccolato, mandorla, caramello, latte, miele, zucchero, zucchero filato;
Materie sintetiche: aldeide, cumarina, eliotropina, vanillina, maltolo, moschus chetone, moschus xilone, fenoli(queste ultime tre sostituiscono il moschus animale).






Alcune curiosità: le essenze agrumate sono dette note esperidee;
il giacinto notturno è una delle più costose a causa della tecnica di estrazione enfleurage; sono necessari 600 Kg di fiori di gelsomino, vale a dire 5 milioni di fiori, colti uno ad uno di primo mattino, per fare 1 Kg di assoluta di gelsomino.



Ciao....alla mia prossima curiosità! ^_^

1 commenti:

maria luisa ha detto...

Nelle tempie non lo sapevo!! Interessante!!! Bravissima cara e grazie per i tuoi consigli, un abbraccio, Maria Luisa.